Le livre


Condamné sur la simple délation d’un repenti, victime des vengeances d’État, à l’heureoù l’état d’exception tend à s’imposer dans l’espace judiciaire européen, PaoloPersichetti, auteur d’Exil et Châtiment, risque d’être englouti dans les oubliettes de l’état italien. Écrit en prison, ce livre est la radioscopie d’un cas d’injustice exemplaire.

Son auteur, Paolo Persichetti, a été enlevé et extradé en 2002, sur décision du gouvernement Raffarin, au mépris de la parole donnée au nom de la France par François Mitterand puis par Lionel Jospin. Paolo Persichetti a été livré à la justice italienne pour purger une condamnation de dix-sept ans de prison sans aucunrecours ni procédure d’appel. Réfugié en France en 1991, Persichetti s'inscrit àl'université de Paris 8 et obtient un permis de séjour.

 

Arrêté à Paris en 1993 alors qu'il se présentait volontairement à la préfecture, son décret d'extradition est signé en 1994 par Edouard Balladur au mépris des engagements pris par François Mitterrand. Après intervention dela présidence de la République, Persichetti est libéré en janvier 1995. Il reprend alors ses études, et publie en 2000, en collaboration avec Oreste Scalzone, un livre bilan sur les années de plomb préfacé par Erri di Luca: la Révolution et l'Etat (éditions Dagorno). Recruté en 2001 comme Attaché temporaire d'enseignement (Ater) par lacommission des spécialistes du département de sciences politiques de Paris, il avait reconstruit sa viepersonnelle et professionnelle, et vivait en pleine légalité.

 

C'est d'ailleurs à sondomicile que la police est venue l'arrêter le 26 août pour l'extrader versl'Italie. Il purge depuis sa peine de 21 ans, sans recours ni procédure d'appel, successivement dans les prisons de Rome, Ascoli, et Viterbo.

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Texte Libre

SOLIDARIETÀ CON PAOLO 
Scrivetegli a Rebibbia, questo è l'indirizzo:
Paolo Persichetti
Via Bartolo Longo 72
00156 Roma
Italia
Vendredi 6 octobre 2006
DOMENICA 15 OTTOBRE                
Csa Germinal (ex Icaro) - via De Filis 7a-Terni. ORE 18.00

 Presentazione del libro   di Paolo Persichetti
 ESILIO E CASTIGO  con Geraldina Colotti e Alessandro Mantovani
 giornalisti de Il Manifesto
 Ore 20.30 CENA-BENEFIT PER PAOLO

Scritto in prigione e pubblicato per la prima volta in Francia, il libro
il racconto di un caso di ingiustizia esemplare e costituisce uno
stimolo per la ripresa del dibattito sugli anni cruciali ’70 e ‘80, al
di là delle sciocchezze reticenti e delle turpitudini interessate che la
vulgata ufficiale continua ad accreditare.
Detenuto nel carcere di Viterbo, Paolo Persichetti sviluppa una lucida
critica della procedura penale, di cui è divenuto ostaggio.
Attraverso l’analisi della ‘democrazia giudiziaria’ e della
‘giudiziarizzazione’ dello spazio pubblico, Paolo Persichetti presenta
una riflessione denunciando la natura classista e persecutoria delle
istituzioni e le gravi responsabilità del ‘centrosinistra’. Il contenuto
è di un’attualità scottante, in un’epoca in cui lo stato d’eccezione
tende a imporsi come una regola per la violazione dei diritti e per
giustificare la guerra permanente.


CONFEDERAZIONE COBAS, BRIGATA “GERMINAL CIMARELLI”



Par PaoloPersichetti - Publié dans : paolopersichetti
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Vendredi 25 août 2006
Aujourd’hui, vendredi 25 août 2006, à 11h.,
RV “sentimentale, amicale”, un geste poetique, pour l’instant...
en ce jour, un souvenir actif, pour Paolo Persichetti, quatre ans exactes après son extradition
(quatre ans...millequatrecentsoixante de ces « longues après-midi qui ne passent jamais... » )

R.V.  au Café LE FLORÈS, 80, rue de Grenelle (Paris VII)

- - - - -

Mardi  29 août, à 19h.,
à l’ ESPACE « LOUISE MICHEL »,
42 bis, rue des Cascades (Paris XX),
rencontre, discussion,
Journal imaginaire...
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Jeudi 3 août 2006
GIOVEDÌ 3 AGOSTO, ALLE 18, UN INCONTRO SU PAOLO PERSICHETTI E L’ ‘A CHE PUNTO É LA NOTTE’ SULLA SUA SITUAZIONE.
UN ÉTAT DES LIEUX, UNA RICOGNIZIONE SU L’AFFAIRE-PERSICHETTI : EZIOPATOLOGIA, CONTESTI, EMPASSE, “CUL-DE-SAC” ATTUALE. LA DISCUSSIONE SULLA MESSA IN MOTO DI UNA SERIE D’INIZIATIVE

ESPACE LOUISE MICHEL,
42 bis rue de Cascades, Paris XX
(M° Pyrénées ou Jourdain).

Poscritto, Notabene : Vi preghiamo di ‘far segno’, anche chi è lontano, magari ai monti o al mare : se potete ricevere le mail, potete partecipare a delle iniziative di un ri-innesco di campagna... In ogni caso, chi vuole, segnali possibilità e limiti di disponibilità. (Diciamo subito, per esempio : qualcuno/a potrebbe tradurre, ‘a incrocio’,tra l’italiano e il francese ? Grazie : di farlo, e di segnalare
subito la disponibilità, onde evitare “doppioni” di impegno,
e di messa a disposizione di tempo...
– – – – – – – – – – – – – – – – – – –


“ Cari e care 0.1. ,
questo è un primo segnale d’allarme, ancora una volta riguardante il nostro comune amico, e/o compagno – per chi vi scrive, complice, innanzitutto nell’uso dell’ arma impropria della scrittura – Paolo.
Il ‘caso’ di Paolo, in generale tutto quanto può andare sotto la dizione « L’ affaire-Persichetti », comincia a passare ogni limite.
[Conosciamo troppo bene le ‘obiezioni preliminari’ possibili...i sopraccigli inarcati... “tutto”, beninteso, è –se si vuole – troppo e troppo poco..., troppo questo, e poco quello, troppo questo, e/o troppo quello... il fatto che non è mai il buon momento, la buona forma, il buon modo, il buon problema, la cosa da fare, da pensare... Una sindrome del “sempr’altrove, sempre altroquando, sempre altrimenti, sempre qualcun altro..., sempre altracosa... Mai the right thing to do,
mai size the time, qui, ora, su un piano d’immanenza, che va oltre gli orizzonti, senza doppiezze, senza differimenti, senza... « Oggi non si fa [credito], (ma) domani sì”, eh, domani...domani...
Certo , l’espressione « ...comincia a superare ogni limite » potrebbe prestarsi subito a contestazione (e mi va bene quando lo ‘spirito’ è quello del correttore di bozze,
de l’avvocato del diavolo, che passa ‘al crivello fine’ – diventa quasi un riflesso – nell’intento di migliorare, di fare in modo che lo strumento e arma discorsiva diventi più penetrante, appuntito, dotato di potere di comprensione di spiegazione, più pertinente, rigoroso, agguerrito... Ma si sente subito, in altri casi, l’atteggiamento di pregiudiziale “disfattismo”, il trattamento un po’ “carognesco”, doppiopesistico, iniquo – magari (anzi, diamolo per convenzione per certo) non in malafede, per malintenzione, malevolenza, malanimo..., anzi, magari con/per “le miglior’intenzioni”, non già per un qualche calcolo, ricerca di “alibi”, né « falsacoscienza », ma proprio per un riflesso di scrupolo, per il timore del controproducente.... In altri casi ancora, si sente il paralizzato/paralizzante “purismo iperbolico”, sterile, insospettito, fòbico, “gnostico/paranoico”, giudicante, la cui forma ipercritica finisce ad una sorta di autofagìa che annienta ogni critica, ogni radicalità, finisce nella sterilità mortificante mortifera dell’ossessione « normativa », figura di normopatìa, giudicante, giudiziaria, inquisitoriale, finisce nello sprezzo, nelle passioni tristi, nel fiele di un rancore malriposto, che traduce il più spesso insicurezza, malcontento di sé, scontento, “illusione delirante di amarsi” – « si- » transitivo, reciproco, singolare, plurale, riflessivo... ; e tende a risolversi in auto-, in prim’ultim’analisi, -distruzione [...] )
Certo, l’espressione « comincia a passare il segno... » può essere accusata, da un lato e per un verso di eccesso di flemma : come se la nostra ‘soglia di tolleranza’ non fosse già stata oltrepassata, calpestata sin dal primo giorno..., come se la vera iniquità della sua legale deportazione non fosse sta già un atto infimo, peraltro anche di “fellonìa” se è per questo... Per altro verso, si può trovare che ci sia una sorta di iperestesìa, di atteggiamento autoreferenziale, che ingigantisce un qualcosa quando si tratta di sé, della propria sfera di stretta ‘prossimità’...una sorta di reazione “familialista”, che fa scattare una iperbolizzazione su base egocentrista, strettamente ‘in proprio’ o estesa o anche trasferita, eventualmente “per procura”... [...].
Oppure, i “cercatori-di-pelo-nell’uovo” potranno magari dire che sollevar scandalo, implicitamente traduce una sorta di ingenuità – eventualmente improvvisa, ‘ad hoc’ –, che mostra di credere ( e accredita) una penalità corretta, « giusta », che viene suggerita per giustapposizione con quanto si denuncia come “perverso”, come oltre-ogni-limite (come dire, “ma quali sarebbero questi “limiti” ?) : insomma, una sorta di versione caricaturale dell’obiezione che nojaltri abbiamo sempre opposto all’aspetto di “depistaggio”, di diversivo metonimico nel senso della « sineddoche », pars pro toto, epifenomeni contro radici, matrici, sistemica... dei vari “populismi giustizieristi” proposti come “rivoluzioni (a buonissimo mercato)”, e uniti da caratteri, natura, eziopatogenesi in una gigantesca contraffazione, diciamo, cominciata all’altezza dei tempi dello schiacciamento della Comune di Parigi, che ha prodotto la vertiginosa nov-langue in cui la controrivoluzione permanente effettiva si chiama Rivoluzione...[°°°].

Ma, diciamoci, dovremmo forse metterci a dissiparci in simili schermaglie ? Dovremmo estenuarci, infilandoci nell’effetto- pozzo senza fondo...porta dietro porta...scatole cinesi, matrioska, fuga di specchî..., di un preliminare tentativo di spiegarci, di dissipare il malinteso, di fugare ogni ombra di dubbio... (che, in quel caso, non è « dubbio » ; è sospetto, anzi, contro-credenza pregiudiziale e senza scampo) ?
No : non siamo qui per giocare un agonismo, un’ « eristica » di sofismi e, inevitabilmente, nella dinamica delle ritorsioni speculari della « concorrenza mimetica », di malversazioni d’ogni tipo – semantiche, concettuali, e dunque inevitabilmente etiche ? [°°°]

Diciamo subito una cosa : a dispetto del fatto che siamo ] e come potremmo non... ? – disincantati, senza illusioni dunque con un limite allo stupore, al restare, come dire, esterrefatti ; a rispetto della ripugnanza ad ogni atteggiamento di querulenza, a un discorso ridotto a propaganda querimoniosa, vittimistico/colpevolizzante, che è mortale per ogni dispiegamento di potenza, potenza di resistere, potenza di persistere nel proprio essere, potenza come base – « disperata vitalità » – di ogni ‘principio’ di costruzione/dispiegamento di autonomia/comunanza, di “comun’autonomizzazione”, su questo punto, sulla vicenda, sul destino di Paolo, non “economizzeremo” l’aspetto di denuncia, di difesa a cui siamo inchiodati.
Qui c’è – certo che non sarà, non è, l’unico caso, né il più grave in sé, anche solo nello spazio “italiano” ; e noi saremo sempre disponibile ad associarci ad altre, consimili battaglie, se si vuole, micro-lotte, micro-ribellioni ed anche « micropolitiche ‘locali’ », in senso foucauldiano, coincidenti con una posta in gioco anche singola, singolare [che non vuol mai dire, per noi, « privata »] – qualcosa di specialmente, di ulteriormente “accanito”, un qualcosa di specialmente losco, di limaccioso... [...].

Allora : bisogna far ‘di tutto’ per far risuonare le voci, per far sentire, non solamente a Paolo che non è solo, ma ai suoi accaniti persecutori (a cominciare dai Giovagnoli Paolo, sot.proc. di Bologna, fino alle figure di magistrati e magistrate dell’ « esecuzione-pene », alle giurisdizioni che hanno sovranità sul suo destino, alla direzione del carcere, alla Direzione Affari Penitenziarî del Ministero della Giustizia) che, per noi, basta e avanza così !...
Si tratta, nell’evidente infinita povertà dei mezzi, di riuscire a pensare in termini d’iniziative di lotta, anche minime, anche se pensiamo che non siano « sufficienti » : ci sono però necessarie (e, direi, parlo sì per Paolo, ma apertamente e senza alcu n infingimento dico, per noi ! , nel senso del “fare di virtù, necessità”... O no ?).

Allora, per cominciare, riuniamoci (malgrado il ‘deserto’ agostano, oggi giovedì 3 agosto, alle 18, all’
ESPACE LOUISE MICHEL,
42 bis rue de Cascades, Paris XX
(M° Pyrénées ou Jourdain).

Salut, Oreste &tC[omplices] (pour mieux dire,
C, [P.ex. Lucia d’abord], &t Oreste...)

POSCRITTINO “strettamente personale” : Scateniamo la fantasia... Non lasciamoci irretire dal démone – estremo fattore pa-ra-liz-eante – dell’orrore del velleitarismo, della paura del ridicolo, e da una forma di alienazione politica. Insisto nel pensare che l’arsenale di forme d’azione della « nonviolenza attiva », come accesso ad una ineliminabile estrema libertà di non essere “servi acquiescenti”, è una miniera.
Se non si trova niente d’altro e di meglio... perfino l’ arma spuntata, così ‘contestata’, così – per motivi svariati e diversi – ostica agli approcci più svariati e diversi delle Compagnerìe [...] ..., dico subito, se non si vede altro... cercate di non cominciare pressioni dissuasive, chè ci sono situazioni e momenti in cui chiunque ha diritto di ‘non sentir ragioni’...
Devo dire che ho l’impressione – e chi vuol considerarmi un Rodomonte...faccia pure – che, mentre un Castelli era obiettivamente “inattaccabile” da un’iniziativa del genere di uno “stracciaculo” come il sottoscritto, per una serie di ragioni, alcune componenti e figure di questo “establishement” e di questo governo, potrebbero trovarsi danneggiati sul terreno delle ‘fiere & mercati’ che interessano le loro “economie politiche” varie e diverse...
Si dice sempre, in questi casi, “e chi vivrà, vedrà...” (sempreché non si metta fino in fondo e sempre il prosciutto sugli occhi... Almeno, credo. E, diciamo pure, a buon bisogno, scommetterò).

Saluti
Par PaoloPersichetti - Publié dans : paolopersichetti
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Mercredi 21 juin 2006
Cena solidale per Paolo Persichetti
Par PaoloPersichetti - Publié dans : paolopersichetti
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Samedi 17 juin 2006

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L’auteur


EXIL ET CHÂTIMENT

Coulisse d’une extradition
PAOLO PERSICHETTI


Préfaces de Gilles Perrault
et Erri De Luca

Parution : 4 mars 2005
Collection : La discorde
Prix : 19€
Broché, 191 pages, 145 x 185


 

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